News: COACH 360: ULTIMO APPUNTAMENTO A PIACENZA

 

 

A PIACENZA L'ULTIMA TAPPA DEL TOUR COACH 360...

 

Abbiamo girato l'Italia (Sicilia, Toscana, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna) e anche l'Europa (Romania, Slovacchia e Russia) per un workshop incentrato sulle abilità che deve possedere, manipolare e gestire l'allenatore di calcio.

 

Il tecnico moderno deve infatti valutare le risorse di cui dispone, valorizzarle all'interno del modello di gioco e implementarle attraverso un adeguato metodo didattico, gestendo e consolidando le dinamiche di gruppo.

 

Non è un lavoro semplice......si parte però dal tenere presenti le nostre responsabilità, quelle del ruolo che si ricopre.

 

Dobbiamo essere consapevoli che facendo l'allenatore si è legati ... nel bene e nel male....ai risultati.

 

E' inutile nascondersi dietro un dito...se vinciamo siamo considerati del fenomeni....se perdiamo degli incapaci.

 

Se la vittoria non ci deve illudere (...ne farci desistere dal lavorare con la stessa rabbia di chi ha perso)...la sconfitta non ci deve spaventare, ne abbattere ma servirci come molla per competere e prepararci a vincere.

La storia e il percorso professionale di Maurizio Sarri sotto questo punto di vista è eloquente: una serie di vittorie e stagioni fantastiche lo avevamo portato ad allenare in B già 12 anni fa (stagione 2005/06 a Pescara). Poi gli esoneri di Arezzo, Verona, Perugia, Sorrento che sembravano averne compromesso l'ascesa, fino alla rinascita sulla panchina dell'Empoli, prima dell'approdo a Napoli, club con il quale è diventato uno degli allenatori più apprezzati d'Europa.

 

Ma anche un ex calciatore come Antonio Conte ha avuto le sue battute di arresto (esonero ad Arezzo alla sua prima esperienza da allenatore, esonero in serie A alla guida dell'Atalanta) ed è sempre ripartito con maggior convinzione, facendo tesoro degli errori commessi.

 

 

IL VALORE DELLA SCONFITTA E QUELLO DELLA VITTORIA

 

L'allenatore deve preparare se stesso e la propria squadra alle vittorie. Occorre fare di tutto per conseguirle e “accogliere” le sconfitte come l'amaro da mandare giù.... utile per ricordare a noi e ai nostri giocatori come è invece dolce e piacevole il sapore della vittoria.

 

E' vero... ci capiterà di dominare l'avversario, di sfiorare più volte il goal ...questo è il calcio, uno sport non sempre giusto... per gente con gli attributi, che deve lavorare duro per “prosciugare” lo spazio a un avversario che ha le nostre stesse ambizioni.

 

La partita di calcio non è uno spettacolo musicale, con la band che dispone di tutto il palcoscenico e il pubblico sempre pronto a sostenerla... il rettangolo verde viene condiviso con un antagonista e solo contrastandolo e superandolo sul piano del gioco e della mentalità saremo in grado di far sentire a tutti la nostra voce.

 

Il calcio è fatto di attimi.... della capacità di cogliere il risultato nelle poche o tante occasioni che saremo in grado di creare durante la partita.

 

Se le sconfitte fanno male, le vittorie sono invece una straordinaria scorciatoia che ci può consentire di bruciare le tappe e raggiungere traguardi che neanche immaginiamo.

 

Servono passione, competenze e un programma di lavoro chiaro e definito.

 

Occorre avere fame e l'ambizione di fare la differenza.

 

 

DAL MODELLO DI GIOCO AL METODO DI ALLENAMENTO.

 

Nel corso delle varie tappe e in occasione dell'ultimo incontro previsto a Piacenza parlaremo di questo e molto, molto altro.

 

Partiremo dal modello di gioco e dai particolari che serve conoscere per organizzare il collettivo.

 

Allenare una squadra di calcio significa infatti mettere i giocatori nelle condizioni di poter esprimere le proprie doti e consentire al collettivo di controllare le dinamiche della partita.

Occorre conoscere ogni dettaglio del ciclo del gioco ed uniformare le letture dei giocatori.

È infatti attraverso la collaborazione che i giocatori riescono ad esaltarsi ed a risolvere i contesti tattici.

 

Non basta però avere profonde competenze e conoscenze se poi – da allenatori - non siamo capaci di trasferirle alla squadra.

Alla domenica sono i giocatori a decidere la gara ma durante la settimana siamo noi, è il nostro lavoro ad essere determinante.

È all'interno del rettangolo verde che si forgia l'organizzazione di gioco ed è il metodo che viene utilizzato a fare la differenza.

 

Occorre aver chiari i mezzi di cui possiamo disporre e saperli modulare all'interno di un iter didattico efficace e completo.

Ne parleremo in modo approfondito e analizzeremo alcuni video inediti con le sedute di allenamento di alcuni tra i migliori allenatori del mondo (da Guardiola a Sarri) per trarre degli spunti di riflessione molto interessanti.

 

 

IL VALORE DELLO SPIRITO E DELL'IDENTITA' DI SQUADRA

 

L'organizzazione tattica e un metodo efficace sono due pilastri imprescindibili ma che occorre necessariamente trasformarli in spirito e identità di squadra.

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Allo domenica non è solo l'organizzazione di gioco a scendere in campo ma anche e sopratutto il cuore della squadra.

Occorre conoscere e riconoscere il significato della partita, il valore della consapevolezza e il significato del gioco di squadra come elemento fondamentale per esaltare le individualità e consentir loro di essere decisive... per il bene comune.

 

Occorre una strategia per trasformare le individualtà prima in gruppo e poi, come detto, in squadra.

 

Servono competenze a 360° e un metodo che faccia convergere tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in direzione di un unico obiettivo, che i giocatori devono conoscere e condividere.

 

Occorre strutturare e organizzare il modello di gioco, facendolo confluire in un efficace e adeguato processo didattico, gestendo e consolidando - all'interno dell'iter complessivo - le dinamiche del team building.

 

 

QUESTO E' FARE L'ALLENATORE....

 

Se vuoi approfondire l'argomento vieni a Piacenza, lunedì 18 Dicembre.

 

Ne parleremo insieme in un workshop specifico.

 

Ti aspetto!

 

Massimo Lucchesi

 

 

 

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